La proposta della Commissione europea per il rafforzamento del CBAM

CBAM

Due settimane prima dell’avvio della fase definitiva del CBAM, il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere, avvenuta il 1° gennaio 2026, la Commissione europea ha proposto una serie di misure per rafforzarlo.

Il CBAM è stato uno degli elementi chiave della politica ambientale UE della scorsa legislatura: prevede un prezzo del carbonio sulle importazioni di beni ad alta intensità di emissioni (cemento, alluminio, acciaio e ferro, fertilizzanti, idrogeno ed energia elettrica), al fine di evitare che la produzione si sposti verso paesi che hanno standard ambientali meno rigidi rispetto all’Europa. Ma sono emerse, già durante la fase transitoria, difficoltà e svantaggi per le imprese europee, in particolare per le PMI, legate alla gestione del sistema di dichiarazioni e al fatto che i prodotti trasformati non fossero inclusi nel meccanismo. Il CBAM è diventato inoltre un tema di confronto nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti, con l’India, ed è stato recentemente affrontato per raggiungere un accordo tra Commissione e Stati membri riguardo l’accordo con il Mercosur, in particolare in merito ai fertilizzanti.

Già lo scorso autunno è stata fatta una semplificazione degli oneri del CBAM, in particolare per le PMI, introducendo una soglia di esenzione di 50 tonnellate per le importazioni annue per operatore e procedure semplificate di autorizzazione.

La proposta fatta recentemente dalla Commissione prevede l’estensione del CBAM, dal 1° gennaio 2028, a 180 prodotti a valle ad alta intensità di acciaio e alluminio. La Commissione propone inoltre di rafforzare le misure antielusione, prevedendo l’inclusione dei rottami metallici pre-consumo di alluminio e acciaio nel calcolo delle emissioni incorporate. Sul piano dei rapporti con i paesi partner, la proposta introduce il concetto di “equivalence” per le deduzioni delle tasse sul carbonio equivalenti pagate all'estero e prevede misure di facilitazione degli scambi negoziate con partner di fiducia, come il riconoscimento reciproco degli organismi di accreditamento. È prevista inoltre la creazione di un Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, il quale, in attesa della revisione del sistema ETS prevista nel 2026, dovrà sostenere i produttori UE di beni coperti dal CBAM per una parte dei costi derivanti dall'ETS UE, in caso di rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, a condizione che siano dimostrati sforzi di decarbonizzazione.

Le proposte accolgono in parte le richieste espresse da Confindustria negli scorsi mesi, in particolare riguardo l’estensione ai prodotti trasformati, le misure antielusione, ed un allineamento con l’ETS. La proposta di estensione del campo di applicazione ai prodotti a valle e misure antielusione e la proposta di creazione del Fondo temporaneo per la decarbonizzazione seguiranno il procedimento legislativo ordinario, con il coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio. Le due istituzioni esprimeranno nei prossimi mesi una propria posizione in merito, per poi raggiungere, dopo negoziato, un testo condiviso. Pertanto, le misure illustrate potranno subire modifiche rispetto alla proposta iniziale della Commissione.

09 gennaio 2026

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